Progetto per il compimento della facciata ideati dall'ingegnere Alfonso Bertolazzi
Progetto per il compimento della facciata ideati dall'ingegnere Alfonso Bertolazzi
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MISC 00393
Categoria:
Notizie storico artistiche
Oggetto
positivo fotografico all’albumina
Materia e tecnica
albumina/carta
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
cm 18x28,4
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
NOTE DI BARUFFI: “Progetti / per il compimento della facciata / ideato dall’ing. Alfonso Bertolazzi / (fotografia)”
da eredi Romagnoli
da eredi Romagnoli
Notizie storico critiche
Il 28 febbraio 1933 viene bandito un concorso nazionale per il disegno della facciata di San Petronio. Nel 1928 un proposito di Leandro Arpinati, appoggiato da Guido Zucchini - autorevole erede di Rubbiani nei restauri bolognesi - aveva ricevuto un netto rifiuto da parte del ministro della Pubblica Istruzione Piero Fedele.
Questi aveva ammonito il Podestà a non recare offesa "alla meravigliosa bellezza di una delle più stupende piazze d'Italia", eliminando "uno degli elementi principali di questa bellezza".
Le ipotesi di sovrapposizione di soluzioni moderne sul corpo antico della basilica vengono pesantemente stigmatizzate sul "Resto del Carlino" da Marcello Piacentini, il più autorevole architetto italiano del periodo: "Lasciamo San Petronio com'è: sta benissimo". Contrario è anche Igino Benvenuto Supino, titolare della cattedra di Storia dell'Arte all'Università, mentre in un articolo non pubblicato l'architetto modernista Enrico De Angelis irride al desiderio "di impiastricciare il profilo alpino del S. Petronio con un merletto di guglie trite".
Il 24 gennaio 1935 il podestà Angelo Manaresi inaugurerà comunque una esposizione dei progetti e tre di essi saranno giudicati eseguibili: quelli di Guido Cirilli, di Domenico Sandri e di Duilio Torres, tutti quanti in blando stile neo-gotico. Non si passerà, tuttavia, ad alcun concreto intervento.
Fonte: 1933 - Concorso per la facciata di San Petronio - Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi | Biblioteca Salaborsa
Questi aveva ammonito il Podestà a non recare offesa "alla meravigliosa bellezza di una delle più stupende piazze d'Italia", eliminando "uno degli elementi principali di questa bellezza".
Le ipotesi di sovrapposizione di soluzioni moderne sul corpo antico della basilica vengono pesantemente stigmatizzate sul "Resto del Carlino" da Marcello Piacentini, il più autorevole architetto italiano del periodo: "Lasciamo San Petronio com'è: sta benissimo". Contrario è anche Igino Benvenuto Supino, titolare della cattedra di Storia dell'Arte all'Università, mentre in un articolo non pubblicato l'architetto modernista Enrico De Angelis irride al desiderio "di impiastricciare il profilo alpino del S. Petronio con un merletto di guglie trite".
Il 24 gennaio 1935 il podestà Angelo Manaresi inaugurerà comunque una esposizione dei progetti e tre di essi saranno giudicati eseguibili: quelli di Guido Cirilli, di Domenico Sandri e di Duilio Torres, tutti quanti in blando stile neo-gotico. Non si passerà, tuttavia, ad alcun concreto intervento.
Fonte: 1933 - Concorso per la facciata di San Petronio - Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi | Biblioteca Salaborsa