Rocca Pitigliana (Gaggio Montano), chiesa parrocchiale di San Michele e resti del castello
Rocca Pitigliana (Gaggio Montano), chiesa parrocchiale di San Michele e resti del castello
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FANT 0883
Categoria:
Notizie storico artistiche
Datazione
Luogo della ripresa
Rocca Pitigliana (Gaggio Montano)
Data della ripresa
1950
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
stampa su carta
Misure immagine (in cm; hxb)
18x24
Misure negativo (in cm; hxb)
lastra 10x15; negativo su pellicola 6x7
Indicazione di colore
b/n
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Rocca Pitigliana (Gaggio Montano), chiesa parrocchiale di San Michele e resti del castello
Bibliografia
Luigi Fantini, "Antichi edifici della montagna bolognese", Bologna, Alfa, 1971, vol. II/514, pag. 348.
Note
Rocca Pitigliana è un paese di antiche origini, che si trova nel territorio comunale di Gaggio Montano.
Il caratteristico borgo sulla vetta di una rupe nella valle del Marano, è ricordato come pieve già nel X° secolo, a proposito dei confini fra i vescovati di Modena e Bologna.
Alcuni storici hanno ipotizzato l'esistenza in questo luogo di un castello il cui perimetro potrebbe essere stato quello formato dall'attuale facciata della chiesa e dalla contigua casa-torre. Caratteristica di tale castello, del quale purtroppo non resta più nessuna traccia, erano le gallerie nella roccia, ancora visibili, che conducevano all'interno della fortezza. La chiesa, distrutta non si sa se a causa di una frana o per alte cause, fu ricostruita in un luogo diverso dalla precedente nel 1502 e rifatta nel 1695. Nel 1696, su una roccia, fu eretto il campanile, che raggiunge in altezza il tetto della chiesa e forma insieme ad essa un complesso assai pittoresco. L'interno del vano chiesastico, al quale si può accedere anche attraverso un passaggio sul lato destro scavato nell'abside, è ad unica navata con cappelle laterali. Nell'abside è conservato un dipinto raffigurante San Michele attribuito alla scuola di Guido Reni. Luigi Fantini scattò la fotografia il 19 marzo 1950.
Il caratteristico borgo sulla vetta di una rupe nella valle del Marano, è ricordato come pieve già nel X° secolo, a proposito dei confini fra i vescovati di Modena e Bologna.
Alcuni storici hanno ipotizzato l'esistenza in questo luogo di un castello il cui perimetro potrebbe essere stato quello formato dall'attuale facciata della chiesa e dalla contigua casa-torre. Caratteristica di tale castello, del quale purtroppo non resta più nessuna traccia, erano le gallerie nella roccia, ancora visibili, che conducevano all'interno della fortezza. La chiesa, distrutta non si sa se a causa di una frana o per alte cause, fu ricostruita in un luogo diverso dalla precedente nel 1502 e rifatta nel 1695. Nel 1696, su una roccia, fu eretto il campanile, che raggiunge in altezza il tetto della chiesa e forma insieme ad essa un complesso assai pittoresco. L'interno del vano chiesastico, al quale si può accedere anche attraverso un passaggio sul lato destro scavato nell'abside, è ad unica navata con cappelle laterali. Nell'abside è conservato un dipinto raffigurante San Michele attribuito alla scuola di Guido Reni. Luigi Fantini scattò la fotografia il 19 marzo 1950.