Una collezione di bei tipi. Ricordo 50° della Società di M. S. fra tipografi e affini - OPQR

60f6db2a3c12a10007f16cac

Una collezione di bei tipi. Ricordo 50° della Società di M. S. fra tipografi e affini - OPQR

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Bologna
Luogo e anno di edizione
Bologna, 1903
Data della ripresa
1903
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Bologna, 1903
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
litografia policroma, cartolina postale
Misure immagine (in cm; hxb)
9x14
Indicazione di colore
policromia
Iscrizioni
La scritta che si legge per intero sul recto è la seguente: "Una collezione di bei tipi. Ricordo del 50° anniversario della Società di M. S. fra tipografi e affini. Bologna, 14 febbraio 1903". Entrambi gli esemplari sono viaggiati: il primo verso Ostiglia e l'altro verso la Francia. Il timbro di spedizione risale al 1903.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Una collezione di bei tipi. Ricordo 50° della Società di M. S. fra tipografi e affini - OPQR
Bibliografia
"Augusto Majani Nasìca 1867-1959. Pittore, illustratore e uomo di spirito", a cura di Alessandro Molinari Pradelli, Giancarlo Roversi, Antonio Storelli, Modena, Franco Cosimo Panini, 2002, p. 111
Note
Nel 1903 la Società di Mutuo Soccorso fra Tipografi ed Arti Affini di Bologna celebrava il cinquantesimo della sua fondazione. A metà dell'Ottocento i lavoratori dei ceti popolari iniziarono a sentire l'esigenza di dar vita a imprese economiche in forma associativa. Questa scelta derivava dal fatto di co-operare, ossia del "fare insieme", una scelta non solo difensiva e conservatrice, ma attiva e fiduciosa nella possibilità di poter partecipare da protagonisti e non da semplici subordinati alla crescita dell’economia e della ricchezza. In quel particolare periodo storico, i tipografi e i fonditori di caratteri tipografici si presentavano come una delle categorie più “consapevoli” e organizzate da questo punto di vista. Nacquero così le prime Società di mutuo soccorso, che avevano lo scopo di coprire i rischi in cui potevano incorrere i soci (malattie, disoccupazione, necessità impreviste, ecc.) ripartendone preventivamente i danni mediante la costituzione di un fondo comune formato dalle quote associative.