Vergato, il Palazzo dei Capitani della Montagna
Vergato, il Palazzo dei Capitani della Montagna
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FANT 1124
Categoria:
Notizie storico artistiche
Datazione
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
stampa su carta
Misure immagine (in cm; hxb)
18x24
Misure negativo (in cm; hxb)
lastra 10x15; negativo su pellicola 6x7
Indicazione di colore
b/n
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Vergato, il Palazzo dei Capitani della Montagna
Bibliografia
Luigi Fantini, "Antichi edifici della montagna bolognese", Bologna, Alfa, 1971, vol. II/720, pag. 477.
Note
le più antiche notizie su Vergato risalgono all'inizio del sec. XII, quando il centro era una località di secondaria importanza dipendente da Liserna, un borgo sparso lungo le pendici del Monte Pero.
La sua posizione particolarmente favorevole, sulla strada che da Bologna conduceva a Pistoia, lo rese un ideale luogo di incontro e di scambio tra le popolazioni delle zone montane circostanti, determinando una progressiva fioritura di attività economiche commerciali, notarili e alberghiere.
Luigi Fantini ha riprodotto un disegno tardo ottocentesco. In origine si trattava di una casa quattrocentesca, che fu poi sottoposta ad interventi architettonici nel 1483 per dedicarla a sede del Capitanato della Montagna. Altri restauri furono intrapresi nel 1532, nel 1565, nel 1819 e tra il 1883 e il 1885. Sull'ultimo aspetto assunto -realizzato su progetto di Tito Azzolini e Alfonso Rubbiani- ci si ispirò poi per la definitiva ricostruzione dopo il 1945. Il palazzo fu infatti distrutto durante gli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Sulla facciata sono riportati gli stemmi delle famiglie che si succedettero nei secoli alla capitanìa. I Capitani della Montagna erano magistrati inviati da Bologna per il governo della parte montana del suo territorio, che esercitarono il loro compito fino al 1796. L’edificio fu ulteriormente arricchito in termini architettonici con la realizzazione nel 1998 di quattro vetrate ad opera di Luigi Ontani.
La sua posizione particolarmente favorevole, sulla strada che da Bologna conduceva a Pistoia, lo rese un ideale luogo di incontro e di scambio tra le popolazioni delle zone montane circostanti, determinando una progressiva fioritura di attività economiche commerciali, notarili e alberghiere.
Luigi Fantini ha riprodotto un disegno tardo ottocentesco. In origine si trattava di una casa quattrocentesca, che fu poi sottoposta ad interventi architettonici nel 1483 per dedicarla a sede del Capitanato della Montagna. Altri restauri furono intrapresi nel 1532, nel 1565, nel 1819 e tra il 1883 e il 1885. Sull'ultimo aspetto assunto -realizzato su progetto di Tito Azzolini e Alfonso Rubbiani- ci si ispirò poi per la definitiva ricostruzione dopo il 1945. Il palazzo fu infatti distrutto durante gli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Sulla facciata sono riportati gli stemmi delle famiglie che si succedettero nei secoli alla capitanìa. I Capitani della Montagna erano magistrati inviati da Bologna per il governo della parte montana del suo territorio, che esercitarono il loro compito fino al 1796. L’edificio fu ulteriormente arricchito in termini architettonici con la realizzazione nel 1998 di quattro vetrate ad opera di Luigi Ontani.