Vidiciatico (BO), oratorio di San Rocco

60f6db2a3c12a10007f16673

Vidiciatico (BO), oratorio di San Rocco

Inventario
BRI / BO PROVINCIA 1418
Autore:
Categoria:

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Vidiciatico (BO)
Luogo e anno di edizione
Bologna, s.d.
Data della ripresa
Anni Sessanta sec. XX° (?)
Timbro di spedizione (Luogo e data)
Farneto (BO), 10.8.1971
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
14,7x10,3
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
La cartolina è viaggiata da Vidiciatico a Cento. Il timbro di spedizione risale al 10.8.1971
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Vidiciatico (BO), oratorio di San Rocco
Bibliografia
http://www.davantialcamino.it
Note
Vidiciatico è una frazione di Lizzano in Belvedere posta lungo la strada che conduce al Corno alle Scale. Il suo nome è assai curioso. Dal sito internet dell'Appennino Bolognese, riportiamo: "Esistono varie ipotesi sull'origine del nome Vidiciatico: la più nota vuole che il nome derivi dalla leggenda di un bandito modenese, detto Ciatico, che era ricercato dal governo bolognese per i suoi crimini. Si dice che un giorno un abitante della zona lo vide nel luogo in cui ora sorge Vidiciatico; si recò dalle guardie e disse: "Vidi Ciatico", e per questa informazione fu ricompensato. A parte la pochezza dell'ipotesi sull'origine del nome di Vidiciatico, i fatti si sarebbero svolti molti secoli dopo l'esistenza di Vidiciatico. Gli studiosi partono comuque dalla pronuncia dialettale "Viciadgo". La forma esatta originale sarebbe Viticiaticum. L'ipotesi più accreditata è: viciadgo = vedgo = paese dei vedghi (salici), infatti la voce vitticiatico, da viti e viticci, è riferibile a piante che si piegano facilmente, come il vetrice o salice, detto in dialetto vedgo". Attualmente la località è un rinomato centro per vacanze estive e invernali. La cartolina riproduce l'oratorio di San Rocco, edificato come ex voto dopo la peste del 1630 che colpì anche Bologna e tutta la sua provincia. La tradizione popolare vuole appunto che durante la peste i paesani decisero di acquistare le statue dei Santi Rocco e Sebastiano e che l’epidemia cessasse all’improvviso, proprio quando le due effigi arrivarono in prossimità del paese. Questo fatto attribuì loro facoltà miracolose tanto che l’anno successivo, nel 1631, gli abitanti costruirono l' oratorio per dare ai due santi degna ospitalità.