Zola Predosa (BO), chiesa dei Santi Nicolò e Agata

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Zola Predosa (BO), chiesa dei Santi Nicolò e Agata

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Inventario
BRI / BO PROVINCIA 2524

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Zola Predosa (BO)
Luogo e anno di edizione
Terni, 1939 (?)
Data della ripresa
Anni Trenta / Quaranta sec. XX° (?)
Oggetto
Positivo
Forma Specifica dell'Oggetto
cartolina postale
Orientamento
orizzontale
Misure immagine (in cm; hxb)
10,3x14,7
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
La cartolina è viaggiata verso Bologna. Il timbro di spedizione è completamente illeggibile e non compare la data di compilazione.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Zola Predosa (BO), chiesa dei Santi Nicolò e Agata
Bibliografia
https://www.comune.zolapredosa.bo.it/;
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it
Note
Zola Predosa è un moderno centro industriale e agricolo, posto a 12 Km di distanza dal centro di Bologna. Appartiene all'Area Metropolitana bolognese e confina con Bologna, Casalecchio di Reno, Sasso Marconi, Monte San Pietro, Crespellano e Anzola Emilia. Il tessuto produttivo alimenta uno tra i più importanti distretti industriali della provincia di Bologna, sia per numero di aziende - molte delle quali sono protagoniste riconosciute sia sul mercato nazionale che su quello internazionale - sia per la qualità dei prodotti, in molti casi di alta tecnologia e specializzazione.
Molto articolato il tessuto sociale, con la presenza di una estesa gamma di soggetti rientranti nell'ambito associazionistico, nei diversi settori culturale, sociale, sportivo.
La chiesa venne costruita e consacrata a San Nicolò Vescovo intorno al 1144, ma la prima notizia documentata risale solo al 1172, e fa parte di un documento conservato all’archivio di Nonantola, un contratto di enfiteusi in base al quale l’abate Alberto concedeva terreni a diverse chiese, fra cui quella di San Nicolò. Nel 1300 la chiesa risultava attiva grazie al pagamento delle decime. Venne nuovamente distrutto il castello nel 1325, e con esso la chiesa stessa, che fu poi ricostruita successivamente: ne abbiamo infatti notizia nel 1366, quando si trovava sotto la plebana di San Lorenzo. L'aggiunta della titolazione a Sant’Agata, fatta su richiesta dei popolani, risale al 1406 (secondo le fonti del Calindri invece 1416), anno a cui risale l’unione di Predosa con Zola.
L'edificio sorge in una zona residenziale di edifici recenti, innalzata su un poggio naturale sul fondo di un viale monumentale cinto di cipressi. Il grande volume con facciata a salienti, intonacato nei toni tradizionali del rosa antico e dell'ocra, presenta un interno in stile neoclassico con grandi cappelle laterali passanti, la cui spazialità è tanto accentuata da costituire quasi delle navate laterali, divise dall'assemblea da un colonnato corinzio.