Foto Giovanni Pascoli

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Foto Giovanni Pascoli

Inventario
F33257
Autore:

Notizie storico artistiche

Datazione
Luogo della ripresa
Castelvecchio
Luogo e anno di edizione
1895 post
Data della ripresa
dopo il 1895
Oggetto
Positivo
Materia e tecnica
fotografia
Soggetto o iconografia
Giovanni Pascoli con la sorella e il cane Gulì
Bibliografia
M. Nottoli, Le donazioni, in: A. Mazza, Felsina sempre pittrice - Acquisizioni d'arte e donazioni per la storia di Bologna (2014-2016), Bologna 2016, p. 152;
Note
Il poeta è ritratto insieme alla sorella Maria (Mariù) e all’amato cane Gulì. Dono del consigliere d’amministrazione Paolo Beghelli, è tra le più celebri immagini del poeta negli anni della maturità, quasi certamente posteriore al matrimonio dell’altra sorella Ida che lasciò il nucleo familiare con suo grande dispiacere. Fu scattata dopo il 1895, anno in cui Pascoli si trasferì con la sorella a Castelvecchio, nel comune di Barga. Nella fotografia appare, oltre a Maria Pascoli, seduta all’aperto, e a Giovanni Pascoli, in piedi dietro di lei, il cane Gulì al quale il poeta era molto affezionato, che fece ingresso in casa Pascoli ad appena 5 mesi, il 4 giugno 1894, come scrive la sorella (“Il 4 giugno di quell’anno 1894 lasciò in noi un gradito ricordo che non va sorvolato. In tal giorno fece il suo ingresso in casa quel caro compagnino che non doveva più separarsi da noi se non con la morte. Ce lo portò, tenendolo per una rustica cordicella, il signore a cui apparteneva, il quale, costretto a privarsene avendolo di troppo in casa sua, per collocarlo bene aveva pensato di farne un dono a Giovannino. A dir vero non poteva trovargli un miglior padrone”; cfr. Pascoli 1961, p. 372).
Vale la pena ricordare ancora il brano di una lettera di Giovanni Pascoli al prof. Giuseppe Gori di San Mauro, in data 24 marzo 1899: “Mandai un ritratto alla famosa biblioteca Giorgi, al Valhalla di San Mauro. Ora non ne ho più. Mariù, poverina, non ha ancora il ritratto. Ma presto faremo un gruppo; Mariù, io e … Gulì. Così avrai tutta la famiglia”. E così evidentemente andarono le cose.
La fotografia fu donata nel 1912, alla morte del poeta, dalla sorella Maria Pascoli a Erminia Sammarchi Beghelli, nonna del consigliere Paolo Beghelli cui si deve la donazione, la quale in qualità di governante frequentava quotidianamente l’abitazione di Giovanni Pascoli allora in via dell’Osservanza.