Alfredo Testoni in giardino con un cane

60f699323c12a10007f11efa

Alfredo Testoni in giardino con un cane

Inventario
TEST. 24
Autore:

Notizie storico artistiche

Data della ripresa
Anni Dieci sec. XX° (?)
Oggetto
Positivo
Materia e tecnica
stampa su carta
Orientamento
verticale
Misure immagine (in cm; hxb)
12x8
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Nell'angolo superiore destro del verso compare la numerazione 8/77
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Alfredo Testoni in giardino con un cane
Bibliografia
1) Franco Cristofori "Alfredo Testoni. La vita, le opere, la città", Bologna, Alfa, 1981; 2) "Alfredo Testoni. Sotto i portici e dietro le quinte", a cura di Davide Amadei e Vittoria Coen, Bologna, Minerva Soluzioni Editoriali, 2003
Note
Alfredo Testoni (Bologna, 1856-1931) è stato commediografo, giornalista, poeta e sceneggiatore cinematografico. Il suo esordio avvenne con la collaborazione a vari giornali: "Capitan Fracassa" redazione romana (1886); "Il Resto del Carlino" (dal 1897); "Ehi! Ch'al scusa" di cui fu uno dei fondatori (1880); "Il Panaro" di Modena ecc. ecc.. Nel 1888 fu segretario dell'Esposizione Emiliana. Nel frattempo, scriveva versi in dialetto e componeva i primi saggi teatrali, quali: "La boria d'un nome" (1874); "El tropp è tropp" (1878); "Le disgrazie di Fagiuoli" (1881) ecc.. Come commediografo si affermò proprio grazie ad una trilogia di testi scritti in vernacolo bolognese ("Interiarì" nel 1881; "Scuffiareini" nel 1882 e "I Pisuneint" nel 1883). In versi compose "I sonetti della Sgnera Cattareina" (1904), ma il trionfo fu decretato dalla commedia in italiano "Il cardinale Lambertini", rappresentata per la prima volta a Roma nel 1905. Quest'ultimo lavoro continua ancora oggi ad essere inserito nel repertorio di molte compagnie teatrali e ne furono tratte addirittura tre versioni cinematografiche (1920-1934-1955). Nel tempo ne produsse anche una versione in dialetto. Nel 1888, insieme agli attori Argia Magazzari e Augusto Galli costituì la Compagnia stabile del teatro bolognese, che diresse per parecchi anni. Nel 1923 fu a capo della nuova compagnia fondata da Angelo Gandolfi. Altre sue pubblicazioni sono: "Bologna che scompare" (1905) e "Aneddoti bolognesi" (1929). "Ottocento bolognese" e "Teatro bolognese" uscirono entrambi dopo la sua scomparsa, nel 1933. Nessun altro scrittore come lui ha espresso la sua bolognesità, proprio anche con lo scopo di favorire la conoscenza "culturale" della lingua locale. Tant'è che il suo nome fu presto noto a livello nazionale.