Montese

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Montese

Inventario
TEST. / VEDUTE / VERSI 6

Notizie storico artistiche

Oggetto
Positivo
Materia e tecnica
cartone rigido con cornice dorata
Orientamento
verticale
Misure immagine (in cm; hxb)
33,5x40,5
Iscrizioni
Sul recto del cartone si legge il testo autografo di Giovanni Fanti. Nell'angolo superiore destro del verso compaiono le lettere AB e la numerazione 27/268.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Montese
Bibliografia
1) Giuseppina Benessati, Angela Tromellini, Fotografia & Fotografi a Bologna, 1839-1900, Casalecchio di Reno, Grafis, 1992; 2) "Cent'anni fa Bologna. Angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica 'Belluzzi'", a cura di Otello Sangiorgi e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Costa editore, 2000; 3) www.archiviostorico.unibo.it; 4) "Le torri salvate" a cura di Marina Foschi, Paola Monari, Giuseppina Muzzarelli in "IBC" X, 2002, 1; 5) www.storiaememoriadibologna.it; 6) "Castelli, Rocche e Roccie storiche : vedute dell'Appennino, Paesaggi alpini, Cadore e Monti bellunesi" fotografie del cav. Alessandro Cassarini, S.l. : s.d. [1900?] (Bologna : Tip. Zamorani e Albertazzi)

Note
Questo cartone riporta un testo autografo in versi e la firma originale di Giovanni Fanti. Il componimento è dedicato a Montese. Il richiamo è fornito dalla fotografia avente come soggetto il castello nella località della montagna modenese (cfr. TEST. / VEDUTE 6) che fa parte di un piccolo nucleo di n. 12 grandi positivi simili tra loro conservati nell'archivio privato di Alfredo Testoni (Bologna, 1856-1931). L'autore di undici di questi è Alessandro Cassarini (Bologna, 1847- Castelfranco Emilia, 1929). Alpinista e fotografo, era fratello dell'allora più noto Clodoveo: entrambi appartenevano alla ricca famiglia bolognese che possedeva l'omonimo importante stabilimento chimico-farmaceutico in cui venivano prodotte le polveri antiepilettiche note per l'appunto come "Cassarine". Alessandro si dedicò dunque alla fotografia dopo essere entrato a far parte della sezione bolognese del Club Alpino Italiano. Affinata la tecnica, fece conoscere le sue riprese durante alcune delle più importanti Esposizioni Nazionali e, ovviamente, nel corso della grande Esposizione Emiliana di Bologna nel 1888. Nel frattempo, con l'Unità d'Italia, il neonato Ministero della Pubblica Istruzione - Direzione Generale di Antichità e Belle Arti si trovò nella necessità di gestire l'immenso patrimonio artistico del Paese e la sua salvaguardia. Furono dunque nominati dei Delegati Regionali che ricevettero l'incarico di compilare un elenco provvisorio dei monumenti sulla base delle ricognizioni del territorio. Nel 1891 furono istituiti gli Uffici Regionali per la Conservazione dei Monumenti che avevano il compito di tutelare gli edifici di interesse artistico e di aggiornare gli elenchi di cui sopra: erano gli antenati di quelle che sono le attuali Soprintendenze. Corrado Ricci (Ravenna,1858 – Roma,1934) fu uno dei primi soprintendenti in Emilia Romagna. Figlio dello scenografo e fotografo Luigi, riteneva la fotografia lo strumento forse più valido per la conoscenza e il confronto delle opere d'arte e, stabilitosi a Bologna nel 1892, conobbe Alessandro Cassarini. Con lui avviò una vera e propria campagna fotografica sui castelli del Montefeltro, della Repubblica di San Marino e dell'intera Emilia-Romagna. Il tutto nell'ottica del "revival" medievale guidata nel capoluogo emiliano da Alfonso Rubbiani. Tale ricognizione durò circa tre anni, fino al 1895. Nel 1901 fu realizzato un catalogo a stampa di tutta l'opera di Alessandro Cassarini corredata dai testi di Corrado Ricci. Il valore di tali riprese fu sempre più confermato nel tempo, tanto che fino al 1940 le fotografie venivano ancora regolarmente riprodotte per le soprintendenze a documentazione dell'architettura fortificata. Purtroppo, dopo la morte di Cassarini, il suo preziosissimo archivio fu disperso e il suo nome praticamente dimenticato. Il piccolo nucleo presente nelle Collezioni d'Arte e di Storia della Fondazione Carisbo si dimostra dunque ancor più prezioso. Non si conosce con esattezza il motivo per cui Testoni fosse in possesso di tali positivi, ma si può presumere che, insieme ad altri scrittori di ambito bolognese, pensasse di affiancare alle fotografie alcuni testi sullo stesso argomento per poi realizzare una pubblicazione ad hoc. Le uniche notizie reperite su Giovanni Fanti sono le date di nascita e di morte (1823-1907) e alcuni titoli di sue opere didattiche. Il testo qui riproposto recita testualmente: "Sognai nell'alba di un mattin rosato, / Alto sopra la squallida pianura, / Un paesel di boschi inghirlandato, / Lieto d'ombre di fresco e di verzura; / Sognai -ma senza prence e siniscalco- / L'arduo castello dall'altera fronte, / E la torre eminente, occhio di falco, / Che domina vastissimo orizzonte. / Fuga di poggi e selve nereggianti, / Grame casuccie in culmini scoscesi, / Monti che paion nuvole volanti, / Nubi che paion monti al ciel sospesi. / E per l'aere cresta e per le chine / Scendenti al fondo, tortuosi calli; / E vario scintillio di cristalline / Acque laggiù nel grembo della valle./ E il campanil che orgoglioso s'alza / Dipinto del color di viva bragia, / Mentre alle falde dell'ardita balza / Il paesello, tacito, s'adagia. / E vidi come striscia flessuosa, / Profumata di pini e di ginepri, / Salir la bella strada spaziosa, / Ove le felci s'aggroppar coi vepri, / Salir sul colle raggirarsi attorno / Come in amplesso, al picciol camposanto... / Là sospirano l'alba del gran giorno / I morti, aspersi d'amoroso pianto. / Dormono i morti all'ombra degli abeti, / Aspettando l'eterna primavera; / Per le vie, pe' sentier solinghi e queti / Recano serti le fanciulle a schiera. / O benedette voi, belle fanciulle, / E la pietà che l'anima vi muove! / Chine amorosamente su le culle / E sulle tombe, io vi sognai, là dove / Vidi, tremando, i grandi occhi pensosi / Che il mio letargo vennero a turbare, / Occhi pieni di fremiti nascosi, / Occhi profondi e cupi, come il mare. / Sognai...Ma no! Sei tu, sei tu, Montese, / Il verde, fresco, onesto paesello. / Sull'alpestre confine Modenese / Verso Bologna, ti vid'io sì bello!"