Sulle rive del Lago Santo

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Sulle rive del Lago Santo

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Inventario
TEST. / VEDUTE / VERSI 15

Notizie storico artistiche

Oggetto
Positivo
Materia e tecnica
cartone rigido con cornice dorata
Orientamento
verticale
Misure immagine (in cm; hxb)
40,5x33,5
Iscrizioni
Sul recto del cartone si legge il testo autografo di Giovanni Fanti. Nell'angolo superiore destro del verso compare la numerazione 27/264.
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Sulle rive del Lago Santo
Bibliografia
1) Giuseppina Benessati, Angela Tromellini, Fotografia & Fotografi a Bologna, 1839-1900, Casalecchio di Reno, Grafis, 1992; 2) "Cent'anni fa Bologna. Angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica 'Belluzzi'", a cura di Otello Sangiorgi e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Costa editore, 2000; 3) www.archiviostorico.unibo.it; 4) "Le torri salvate" a cura di Marina Foschi, Paola Monari, Giuseppina Muzzarelli in "IBC" X, 2002, 1; 5) www.storiaememoriadibologna.it; 6) "Castelli, Rocche e Roccie storiche : vedute dell'Appennino, Paesaggi alpini, Cadore e Monti bellunesi" fotografie del cav. Alessandro Cassarini, S.l. : s.d. [1900?] (Bologna : Tip. Zamorani e Albertazzi)

Note
Questo cartone riporta un testo autografo in versi e la firma originale di Giovanni Fanti. Al contrario di quanto accaduto per altri cartoni di questo tipo, non vi è richiamo ad una fotografia del fondo Testoni. Dell'archivio privato del commediografo, infatti, fa parte di un piccolo nucleo di n. 12 grandi positivi simili tra loro. L'autore di undici di questi è Alessandro Cassarini (Bologna, 1847- Castelfranco Emilia, 1929). Alpinista e fotografo, era fratello dell'allora più noto Clodoveo: entrambi appartenevano alla ricca famiglia bolognese che possedeva l'omonimo importante stabilimento chimico-farmaceutico in cui venivano prodotte le polveri antiepilettiche note per l'appunto come "Cassarine". Alessandro si dedicò dunque alla fotografia dopo essere entrato a far parte della sezione bolognese del Club Alpino Italiano. Affinata la tecnica, fece conoscere le sue riprese durante alcune delle più importanti Esposizioni Nazionali e, ovviamente, nel corso della grande Esposizione Emiliana di Bologna nel 1888. Nel frattempo, con l'Unità d'Italia, il neonato Ministero della Pubblica Istruzione - Direzione Generale di Antichità e Belle Arti si trovò nella necessità di gestire l'immenso patrimonio artistico del Paese e la sua salvaguardia. Furono dunque nominati dei Delegati Regionali che ricevettero l'incarico di compilare un elenco provvisorio dei monumenti sulla base delle ricognizioni del territorio. Nel 1891 furono istituiti gli Uffici Regionali per la Conservazione dei Monumenti che avevano il compito di tutelare gli edifici di interesse artistico e di aggiornare gli elenchi di cui sopra: erano gli antenati di quelle che sono le attuali Soprintendenze. Corrado Ricci (Ravenna,1858 – Roma,1934) fu uno dei primi soprintendenti in Emilia Romagna. Figlio dello scenografo e fotografo Luigi, riteneva la fotografia lo strumento forse più valido per la conoscenza e il confronto delle opere d'arte e, stabilitosi a Bologna nel 1892, conobbe Alessandro Cassarini. Con lui avviò una vera e propria campagna fotografica sui castelli del Montefeltro, della Repubblica di San Marino e dell'intera Emilia-Romagna. Il tutto nell'ottica del "revival" medievale guidata nel capoluogo emiliano da Alfonso Rubbiani. Tale ricognizione durò circa tre anni, fino al 1895. Nel 1901 fu realizzato un catalogo a stampa di tutta l'opera di Alessandro Cassarini corredata dai testi di Corrado Ricci. Il valore di tali riprese fu sempre più confermato nel tempo, tanto che fino al 1940 le fotografie venivano ancora regolarmente riprodotte per le soprintendenze a documentazione dell'architettura fortificata. Purtroppo, dopo la morte di Cassarini, il suo preziosissimo archivio fu disperso e il suo nome praticamente dimenticato. Il piccolo nucleo presente nelle Collezioni d'Arte e di Storia della Fondazione Carisbo si dimostra dunque ancor più prezioso. Non si conosce con esattezza il motivo per cui Testoni fosse in possesso di tali positivi, ma si può presumere che, insieme ad altri scrittori di ambito bolognese, pensasse di affiancare alle fotografie alcuni testi sullo stesso argomento per poi realizzare una pubblicazione ad hoc. Le uniche notizie reperite su Giovanni Fanti sono le date di nascita e di morte (1823-1907) e alcuni titoli di sue opere didattiche. Il testo, riferito alla località Lago Santo (ne esistono una in provincia di Modena e l'altra in provincia di Parma), recita testualmente: "Cupi silenzii e lunghe ombre solenni / Le precipite balze / Mandan dall'alto alle tue rive. Io venni / in un pallido vespero / A' tuoi scoscesi gioghi, o taciturno / Misterioso lago, / E qui siedo, già pago / Di contemplarti, immobile, / Trepidando in cor mio. Perfida ride / Come lucido specchio, in verde tinta, / Nelle tue braccia avvinta / La vasta onda marmorea. / Né liquidi cristalli errano mute / Le salamandre. Il vento / Sulle balze dirute, / Agitando i grandi alberi; / Fiero saluto il precipizio orrendo; / Soffia gelido e stride. / Le fredde acque, fremendo, / Danno palpiti e brividi. / Lassù, lassù dove nereggia il culmine / Dell'Appennino selvoso, / Il capo radioso, / Tremebondo nell'aere, / Sorge, vivido argento, Espero altera. / Io guardo immoto: io sento / Della tacita sera / Un tremito nell'anima. / Sento né polsi il freddo abbracciamento / Dell'onda, che m'investe, / E le nubi volanti e le foreste / Tutte le membra avvolgermi... / Come rapito in sogno, odo bisbigli / D'arcane voci ignote / Laggiù, sull'acqua immota / Guizzan vaganti e tremule / Lingue di fuoco. O luci, o sconsolate / voci d'anime erranti, / Dite qual mi parlate / lugubre vaticinio?..."