Virginia Marini

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Virginia Marini

Inventario
TEST. / RITRATTI 34

Notizie storico artistiche

Luogo della ripresa
Livorno
Data della ripresa
anni Ottanta sec. XIX° (?)
Oggetto
Positivo
Materia e tecnica
positivo b/n incollato su cartoncino
Orientamento
verticale
Misure immagine (in cm; hxb)
14,5x10,5
Indicazione di colore
b/n
Iscrizioni
Sul recto vi è la dedica con la firma autografa dell'attrice: "All'Illustr.mo Sig. / Alfredo Testoni / Ottobre 1884 Virginia Marini".; nell'angolo superiore destro vi è il n. 6 in penna rossa. Sul verso si leggono le scritte: "Attrice: Virginia Marini"; compaiono anche la numerazione 1/08 e la scritta "p.10"
Fondo/Raggruppamento
Soggetto o iconografia
Virginia Marini
Bibliografia
"Alfredo Testoni. Sotto i portici e dietro le quinte", a cura di Davide Amadei e Vittoria Coen, Bologna, Minerva Soluzioni Editoriali, 2003.
Note
Virginia Marini (Alessandria, 1844 – Roma,1918) era figlia del custode di un teatro. Fin da piccola il mondo in cui si trovò a vivere le suscitò una grande passione per lo spettacolo, tanto che spesso cercava di introdursi tra il pubblico o dietro le quinte per assistere alle diverse rappresentazioni teatrali. Sembra che già da bambina amasse recitare alcuni monologhi che imparava in teatro esibendosi davanti ad uno specchio. La sua carriera fu velocissima: uno dei suoi primi ruoli fu l'interpretazione di una giovane serva nella Compagnia Monti-Preda. Ben presto divenne nota, tanto che nel 1914 perfino Gabriele D'Annunzio le scrisse da Parigi chiedendole di voler accettare una parte nella sua opera “Madre dolorosa”, dichiarandosi lieto e fiero nel caso di una risposta affermativa.
Fu protagonista sui palcoscenici dei più importanti teatri italiani ottenendo successi alla pari di altre grandi attrici del suo tempo come Eleonora Duse, Giacinta Pezzana e Sarah Bernhardt.
Il talento dell'attrice alessandrina fu più volte rimarcato dalla critica così come la voce vibrante, ma il suo elemento caratteristico fu la dizione perfetta. Probabilmente fu proprio per questo che venne chiamata a Roma dal Ministro della Pubblica Istruzione per dirigere la scuola di recitazione annessa all'Accademia di Santa Cecilia.
Con il collega Alamanno Morelli fondò il Teatro "Manzoni" di Scandicci, poi trasformato in sala cinematografica. Di fronte al teatro l'attrice ebbe la sua casa, conosciuta come "La Palazzina".
Sulla facciata di un'altra casa, quella natale della Marini, il Comune di Alessandria fece collocare una lapide in occasione del trentennale della sua scomparsa (1948).